
Era il 12 dicembre scorso quando, dopo 48 ore ininterrotte di pioggia, Roma ha rischiato di restare paralizzata dall'acqua. L'ondata di mal tempo ha causato fortissimi disagi in tutta Italia, ma è nella capitale e dintorni che si è avuto il peggio. Il Tevere ha registrato il livello più alto degli ultimi anni innalzandosi di circa quattro centimetri l'ora e raggiungendo in serata i 12 metri e 49 centimetri. Secondo la Protezione civile regionale la soglia critica è di 14 metri. Momenti di paura e tensione nei pressi di Castel Sant'Angelo dove contro l'omonimo ponte si è "schiantato" un barcone che, trascinando una barca più piccola e una piattaforma che fungeva da ristoro, ha ostruito tre delle cinque arcate del ponte.
Ma se il Tevere ha resistito, non si può dire la stessa cosa dei suoi affluenti. Gli argini dell'Aniene hanno ceduto alla forte pressione dell'acqua inondando le strade periferiche della capitale; la Tiburtina, allagata, è stata chiusa al traffico all'altezza di ponte Mammolo e alcune abitazioni sono state evacuate.
I disagi stradali sono stati favoriti anche dal mal funzionamento del sistema fognario che ha provocato la fuoriuscita dell'acqua dai tombini.

Nonostante l'invito del sindaco, Gianni Alemanno, a restare a casa, sono stati moltissimi i curiosi a seguire e immortalare con foto e video l'evolversi della situazione a Roma. E proprio grazie alle riprese amatoriali, che in pochissimo tempo hanno cominciato a girare in rete su Youtube, oggi abbiamo una testimonianza di quelle ore; sono le espressioni spontanee degli spettatori a colpire di più.


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